Dombrovskis all'Eurogruppo conferma l'aumento delle incertezze esterne per il blocco.
L'Eurozona affronterà una "crescita leggermente più bassa di quanto previsto nelle previsioni economiche d’autunno” della Commissione europea. Il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, rivede le aspettative per l’andamento economico per il 2025. Non le smentisce, perché ricorda come erano legate a incertezze che non sono sparite. Al contrario, “sono aumentate”, scandisce al termine dei lavori dell’Eurogruppo.
Il riferimento è a uno scenario internazionale dai contorni sempre più indefiniti. Il conflitto russo-ucraino e i suoi sviluppi, come peraltro messo in chiaro dallo stesso Dombrovskis, ma non solo. La vera grande incognita rimane, ed anzi assume connotazioni ancor maggiori, quella legata al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la sua intenzione di porre dazi. A sottolinearlo chiaramente è Pierre Gramegna, direttore esecutivo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes o Esm): “I dazi renderebbero le previsioni ancora più imprevedibili“.
Quel che appare evidente è che i numeri iniziano già a non tornare. Dombrovskis non ha fornito esplicitamente le cifre (l'esecutivo Ue le renderà note solo a maggio, in occasione delle previsioni economiche di primavera), ma secondo l'Eurogruppo, Ue ed Eurozona potrebbero perdere uno 0,1% o uno 0,2%. Ne consegue che per il 2025 la crescita attesa non sarà più dell’1,5% per l’Ue e dell’1,3% per l’area dell’euro, ma leggermente inferiore.