La prima legislazione al mondo sull’intelligenza artificiale sarà pienamente in vigore entro il 2026.
Via libera definitivo del Consiglio Ue all'AI Act, la legge europea sull'intelligenza artificiale che disciplina lo sviluppo, l'immissione sul mercato e l'uso dei sistemi di IA in Ue. La legge, la prima al mondo in materia detta una serie di obblighi a fornitori e sviluppatori di sistemi di IA in base ai diversi livelli di rischio identificati. Le nuove regole saranno applicabili a 2 anni dall'entrata in vigore (giugno 2026), con l'eccezione dei divieti, che scatteranno dopo 6 mesi, dei controlli sui sistemi di IA per finalità generali, compresa la governance (12 mesi) e degli obblighi per i sistemi ad alto rischio (36 mesi).
L'ok definitivo è avvenuto durante la riunione dei ministri europei incaricati per i temi sul digitale. In un post sul suo profilo X, il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, ha sottolineato che i 27 ministri hanno adottato la legge all’unanimità. “L’Europa parla con una sola voce sull’intelligenza artificiale”, ha scritto Breton.
La nuova legge classifica i diversi tipi di IA in base al rischio. I sistemi di IA che presentano solo un rischio limitato saranno soggetti a obblighi di trasparenza molto leggeri, mentre quelli ad alto rischio saranno autorizzati, ma soggetti a una serie di requisiti e obblighi per accedere al mercato dell'Ue. Quando il rischio è inaccettabile, scattano i divieti: è il caso ad esempio delle tecniche manipolative, delle pratiche di polizia predittiva, del riconoscimento delle emozioni vietato sul posto di lavoro e nelle scuole. E ancora è il caso del riconoscimento facciale, il cui uso è consentito solo alle forze dell'ordine e soggetto a condizioni rigorose.
Riguardo l'innovazione, il regolamento promuove regulatory sandboxes e real-world-testing, istituite dalle autorità nazionali per sviluppare e addestrare l'IA innovativa prima dell'immissione sul mercato. A seconda della violazione e delle dimensioni dell'azienda, saranno comminate multe che possono andare da un minimo di 7,5 milioni di euro o l'1,5% del fatturato fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale.
Altra novità è il capitolo dedicato all'IA generativa, inserito in corso d'opera con l'obiettivo di dare una prima risposta alla diffusione di sistemi come ChatGPT. I modelli di IA per scopi generali (Gpai) che non presentano rischi sistemici saranno soggetti ad alcuni requisiti limitati, ad esempio in materia di trasparenza, ma quelli con rischi sistemici dovranno rispettare regole più severe, tra cui valutazione del modello, valutazione e mitigazione di rischi sistemici, protezione della sicurezza informatica.
L'AI Act si applica solo alle aree che rientrano nel diritto dell'Ue e prevede esenzioni, ad esempio per i sistemi utilizzati esclusivamente per scopi militari e di difesa e per la ricerca. Nel frattempo, considerati i tempi di entrata in vigore del nuovo regolamento e in vista del potenziale impatto delle nuove tecnologie sulle elezioni europee di giugno 2024, è stato lanciato a metà novembre dello scorso anno il Patto Ue sull’intelligenza artificiale per anticipare volontariamente i requisiti sull’IA e agevolare la transizione verso l’applicazione delle nuove norme.