02/02/2024 - Accordo al Consiglio europeo sullo sblocco del pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro per l'Ucraina.

SUperato il veto ungherese, l'annuncio è stato dato dal presidente Charles Michel su X.
 
I 27 capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno trovato l'accordo sul fondo da 50 miliardi di euro per finanziare l'Ucraina nei prossimi 4 anni. L'annuncio del presidente Charles Michel è arrivato pochi minuti dopo l'inizio del Consiglio europeo straordinario convocato per discutere la questione.
"Abbiamo un accordo”, ha affermato Michel in una nota sul suo profilo X. "Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo da 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue", ha precisato il presidente del Consiglio europeo. “Questo garantisce all’Ucraina un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile“, ha ricordato il numero 1 del Consiglio Europeo, mettendo in chiaro che “l’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all’Ucraina, sappiamo qual è la posta in gioco”, ha concluso Michel.
 
Il piano prevede la copertura del fabbisogno dell’Ucraina per il periodo 2024-2027 con 33 miliardi di euro in prestiti e 17 miliardi di euro in sovvenzioni, denaro proveniente dal bilancio dell’Ue, per dare a Kiev finanziamenti più sicuri per combattere l’invasione della Russia.  A rendersi decisive per scongiurare l’opzione "a 26" sono state le consultazioni prima dell’inizio del vertice straordinario tra il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, la premier italiana, Giorgia Meloni, il presidente francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, e il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Una mediazione necessaria per non esasperare le posizioni, in quello che era un momento decisivo e di crocevia per definire il futuro stesso dell’Unione .
 
Lo stesso Orbán ha dato il suo assenso, ottenendo in cambio 3 clausole: il Consiglio “svolgerà un ruolo fondamentale nella gestione” dello Strumento per l’Ucraina, dal momento in cui “la decisione di esecuzione del Consiglio sarà adottata a maggioranza qualificata per l’adozione e le modifiche” del piano e per “l’approvazione e la sospensione dei pagamenti” sulla base delle valutazioni della Commissione. La seconda clausola riguarda non solo la “relazione annuale della Commissione” sull’attuazione dello Strumento con il relativo dibattito al Consiglio, ma soprattutto il fatto che “tra 2 anni il Consiglio Europeo inviterà la Commissione a presentare una proposta di revisione nel contesto del nuovo Qfp“. Questo solo “se necessario” e servirà l’unanimità per invitare l’esecutivo comunitario a presentare la proposta, ma non ci saranno le discussioni annuali come richiesto inizialmente da Budapest.