21/07/2021 - L'Ue propone la creazione di una nuova Autorità anti-riciclaggio.

Presentato un nuovo pacchetto fiscale costituito da 4 proposte legislative, atte a contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento illecito al terrorismo.
 
La Commissione europea ha varato un nuovo pacchetto fiscale che contempla la creazione di un'Autorità per contrastare il riciclaggio di denaro sporco (Amla); nei piani di Bruxelles l'Autorità sarà il centro di un sistema unico di vigilanza coordinando le autorità nazionali. L’Amla, che si vuole operativa dal 2024, supporterà inoltre le unità di informazione finanziaria per migliorare la loro capacità di analisi sui flussi illeciti e rendere l’intelligence finanziaria una fonte chiave per le forze dell’ordine.
 
Previsti anche nuovi requisiti di trasparenza per le transazioni in criptovalute come i Bitcoin, attualmente escluse dalle norme Ue, per rendere tracciabili i dati di fornitori e clienti. Prevista anche la crezione di un codice unico di norme vincolanti per armonizzare le diverse legislazioni nazionali, allargando le norme sui servizi finanziari anche alle criptovalute. In questo caso, tutti i fornitori di servizi sarebbero obbligati a condurre una due diligence sui propri clienti per garantire la piena tracciabilità dei trasferimenti in criptovalute anche nell'ottica di contrastare il finanziamento del terrorismo.
 
Saranno inoltre vietati i portafogli di asset crittografici anonimi. Per aumentare la trasparenza e la tracciabilità anche dei pagamenti in contanti, sono state introdotte modifiche con un tetto fino a 10.000 euro, pur rispettando i limiti inferiori già presenti in circa 2/3 degli Stati membri (dai 500 euro della Grecia ai 10.000 della Repubblica Ceca, passando per i 2.000 dell'Italia).
 
Infine ci saranno 2 liste di Paesi terzi non collaborativi, una nera e una grigia. Sulla prima ci saranno i governi che rappresentano una minaccia per il sistema finanziario e la sicurezza comunitaria, e in grigio quelli a metà tra cooperazione e minaccia. A seguito della lista, l’Ue applicherà misure proporzionate ai rischi posti dal Paese. Lo schema ricalca quello in vigore per i paradisi fiscali. Bruxelles avrebbe inoltre il diritto di aggiungere Paesi in modo autonomo e applicare misure anche sanzionatorie.