08/06/2021 - La plenaria del Parlamento Ue torna a Strasburgo dopo 16 mesi.

Il presidente Sassoli: "simbolo della ripartenza". Formato ancora "ibrido", con presenze ridotte.
Dopo quasi 15 mesi e 28 giorni, la plenaria del Parlamento europeo è tornata a riunirsi a Strasburgo dal 7 giugno, sebbene in semi-presenza con postazioni ridotte, anche a causa del perdurare degli ostacoli alla mobilità fra Paesi europei. La sessione che si è aperta ieri prevede una serie di attività a partire dal dibattito sul certificato digitale Covid-19 dell'Ue, lo strumento per facilitare i viaggi nell'Unione europea e contribuire alla ripresa economica.
 
Il tema della pandemia resterà centrale anche per il voto che si terrà sulla rinuncia o meno dei diritti di proprietà intellettuale per i vaccini Covid-19 da parte dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto). In tema di economia, gli eurodeputati discuteranno insieme al Consiglio e alla Commissione europea sulla valutazione sul Recovery and Resilience plan e voteranno una risoluzione sulla posizione dell'Europarlamento in merito.
 
La Plenaria adotterà anche il mandato per negoziare con il Consiglio la creazione di un fondo di riserva per aiutare i Paesi Ue a contrastare le conseguenze negative dell'uscita del Regno Unito.Si discuterà infine sulla reazione dell'Unione europea all'atterraggio forzato del volo Ryanair a Misk e all'arresto del giornalista bielorusso Protasevich con l'Alto rappresentante per la politica estera Josef Borrell.
 
L’ultima sessione plenaria che si è svolta a Strasburgo risale al febbraio 2020, per il resto l’Europarlamento si è trasferito formalmente a Bruxelles anche se buona parte dei deputati ha partecipato e votato per via telematica. Per la sessione di dicembre (14-17 dicembre), solo il presidente Sassoli era tornato a Strasburgo per aprire i lavori dell’Aula e “rassicurare” Macron sul fatto che il Parlamento sarebbe presto tornato in Francia.