24/11/2020 - Migranti: arriva piano Ue per favorire l'integrazione.

Presentate le linee guida per favorire l’inclusione delle 34 milioni di persone nate fuori dall’Ue. Fondi per istruzione, lavoro e sanità al centro del Piano
 
Per far funzionare le politiche di asilo e migrazione serve anche una politica di integrazione e inclusione efficace, fondamentale anche per aiutare l'economia. Lo sostiene la Commissione Ue nel suo piano d'azione per l'integrazione dei cittadini dei Paesi terzi, che indica la strada ai Governi perché approfittino dei fondi europei per integrare i migranti sul suolo Ue.
 
“34 milioni di migranti sono l’8% della popolazione dell’Unione”, ha commentato la commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson. “Questo significa che fanno già parte della nostra società, non esiste un ‘noi’ e un ‘loro’, ma sono tanti uomini e donne con origini e competenze diverse". Riconoscendo l’importante contributo offerto dai migranti all’Ue, il Piano per l’inclusione si fonda sul principio secondo cui un’integrazione inclusiva richiede impegno sia da parte della comunità che ospita, sia della persona che deve integrarsi.
 
Sono state presentate quindi 60 azioni divise in 4 punti chiave su cui far partire una strategia di lungo periodo, che coinvolga i governi nazionali nell’attuazione di politiche sociali e la stessa Unione Europea nel sostenerli con finanziamenti e partenariati. Prima di ogni cosa c’è la formazione, dalla prima infanzia all’istruzione superiore. “Presenteremo una serie di strumenti dedicati a questo proposito”, ha anticipato Johansson. “Dovremo prestare particolare attenzione alla facilitazione del riconoscimento delle qualifiche e all’apprendimento linguistico”.
 
Sul fronte dell’occupazione, la Commissione ha riconosciuto la necessità di “offrire maggiori opportunità di impiego”, ha insistito Johansson, “per valorizzare il contributo delle comunità e fare in modo che siano aiutate a esprimere al massimo il loro potenziale”. In questo senso la Commissione “collaborerà con le parti sociali ed economiche e con i datori di lavoro per promuovere l’integrazione sul mercato occupazionale”, sostenendo l’imprenditorialità e agevolando il riconoscimento delle competenze dei migranti.
 
Terzo punto, la promozione dell’accesso ai servizi sanitari, anche per la salute mentale: “Oltre ai finanziamenti, dobbiamo garantire che i migranti siano informati sui loro diritti”, perché “molto spesso non riescono ad accedere per paura del proprio status o per difficoltà linguistiche". Infine, grazie al finanziamento attraverso 3 fondi (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo Plus, Fondo Asilo e migrazione) e il programma InvestEU, la Commissione sosterrà l’accesso ad alloggi adeguati a prezzi accessibili, stimolando piattaforme per lo scambio di esperienze a livello locale e regionale sulla lotta contro la discriminazione nel mercato degli alloggi e la segregazione. “Ognuno ha un ruolo da svolgere per rendere coese e prospere le nostre società”, ha concluso il suo intervento la commissaria Johansson.