23/11/2020 - Erdogan vuole la Turchia nell'Ue ad ogni costo: "Bruxelles rispetti le promesse".

Nuovo appello del presidente turco per la riapertura del processo di adesione del suo Paese, congelato nel 2018.

 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato Bruxelles a rispettare le sue promesse, specialmente quella che riguarda l'adesione del paese all'Unione Europea. Erdogan, nel suo discorso ai membri del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (APK) ha sottolineato che la Turchia si è sempre considerata una parte dell'Europa, e rivolgendosi al'Ue ha inviato a "mantenere le promesse fatte ad Ankara, dall'adesione a pieno titolo al problema dei migranti. Questo ci permetterà di promuovere la cooperazione in maniera congiunta ed efficace".
 
Dal canto suo, l'Europa è divisa in favorevoli e contrari: da un lato un gruppo di Stati membri tra cui la Germania (e l'Italia), che professa calma e dialogo, dall'altro Francia e Grecia, che spingono per il pugno duro. Negli ultimi mesi i rapporti sono rimasti piuttosto tesi. Le tensioni nel Mediterraneo orientale si sono sviluppate per molti mesi intorno all'esplorazione di gas da parte della Turchia nelle acque che Cipro e la Grecia rivendicano come loro zone economiche esclusive. La situazione si è aggravata quest'estate, quando la Turchia ha inviato la nave Oruc Reis, accompagnata da una flotta di navi militari, a perforare quella che la Grecia considera la sua piattaforma continentale.
 
Il percorso di adesione della Turchia nell'Ue è stato interrotto nel 2018. Prima la forte repressione contro l'opposizione interna ordinata da Erdogan con la scusa del tentativo di golpe del 2016, poi l'interventismo in Siria e quello in Libia hanno esacerbato i rapporti con l'Unione europea, in particolare con la Francia. Di recente, gli attentati a Parigi e Vienna hanno rinfocolato le tesi di un sostegno di Ankara al terrorismo di matrice islamica. Ma le sanzioni di cui si discute a Bruxelles riguardano un altro elemento di discordia, ossia l'intervento di Ankara nel Mediterraneo per mettere le mani sul giacimento di idrocarburi al largo di Cipro.
 
"L'Ue è molto chiara in termini di aspettative riguarda la Turchia: ci aspettiamo una de-escalation nell'area del Mediterraneo orientale. I leader Ue si rivedranno a dicembre per una revisione e una valutazione" dei comportamenti della Turchia e decidere "se procedere sul cammino di una agenda positiva" nei confronti di Ankara attraverso un "dialogo costruttivo e di cooperazione, oppure esplorare altre opzioni". Lo ha detto Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell.