11/11/2020 - Bilancio Ue 2021-2027, accordo trovato tra Consiglio e Parlamento Ue.

Il Parlamento ottiene 16 mld in più per Erasmus e Horizon. Si avvicina il Recovery Fund „alla ricerca, al programma di scambio universitario e alla sanità europea.
 
Il Parlamento ed il Consiglio europeo hanno trovato l'accordo sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea. Ad ufficializzare la notizia è stato Sebastian Fischer, portavoce della Presidenza (di turno) tedesca del Consiglio.Il piano concordato definirà quanto investito nelle politiche europee tra il 2021 e il 2027: priorità assoluta a salute, sviluppo digitale e cambiamenti climatici.
 
Il piano straordinario da 750 miliardi in sussidi e prestiti, passato l’esame del negoziato tra istituzioni di Bruxelles, dovrà ora fare i conti con la ratifica dei 27 Stati Ue. Il Parlamento alla fine ha ottenuto 15 miliardi di euro di rafforzamento ai programmi bandiera dell’Ue che serviranno “per proteggere i cittadini dall'attuale pandemia Covid-19, fornire opportunità alla prossima generazione e preservare i valori europei”, si legge in una nota dell’Eurocamera, “mentre il restante miliardo di euro andrà ad aumentare la flessibilità di bilancio per far fronte a possibili esigenze e a crisi future”.
 
I finanziamenti aggiuntivi per 12,5 miliardi di euro "saranno attinti principalmente da importi provenienti da multe per la violazione della concorrenza leale (che le aziende devono pagare quando non rispettano le regole dell'Ue), in linea con la richiesta originale del Parlamento che i fondi generati dall'Unione rimangano nel bilancio dell’Ue", spiega ancora l’Eurocamera. I restanti 2,5 miliardi di aumento arrivano da riallocazioni di bilancio. Con l’accordo concluso oggi viene triplicata la dotazione per EU4Health, si garantisce l'equivalente di un anno in più di finanziamento per Erasmus e un aumento dei fondi per la ricerca. In cifre, si tratta di circa 4 miliardi in più per Horizon Europe (ricerca), 2,2 miliardi in più per Erasmus, 3,4 miliardi per la sanità, 1,5 miliardi in più per la gestione delle frontiere esterne e un miliardo per InvestEU. 
 
Le 2 istituzioni hanno concordato inoltre una tabella di marcia per introdurre nuove "risorse proprie", ovvero tasse il cui gettito va a finire nelle casse Ue e che servirà a ripianare il debito che la Commissione chiederà ai mercati per sostenere il Recovery Fund. Oltre alla plastic tax già attesa dal 2021, la tabella di marcia prevede dal 2023 una carbon tax basata sul sistema di scambio delle quote di emissione di carbonio (ETS), un prelievo sulle imprese digitali (dal 2024), nonché un’imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) e un contributo finanziario legato al settore delle imprese, che potrebbe arrivare sotto forma di una nuova base imponibile comune per l'imposta sulle società. Quest’ultima tassa, che prevede in sostanza un’aliquota minima per imprese nell’Ue, potrebbe entrare in vigore nel 2026. 
 
"Ottimo lavoro del Parlamento europeo e del team negoziale! L'accordo sul Quadro finanziario pluriennale e sulle risorse proprie raggiunto oggi è un ottimo risultato per i nostri cittadini. Adesso l'Europa può cominciare a ricostruire da questa crisi". Lo scrive su Twitter il presidente del Parlamento europeo David Sassoli che ringrazia anche la Presidenza tedesca del Consiglio dell'Ue e la Commissione europea.