09/11/2020 - Stime Ue Pil: Italia e Eurozona non torneranno ai livelli pre-Covid prima del 2022.

Tra le grandi economie Ue solo Germania e Polonia rivedranno entro 2 anni i livelli di Pil e occupazione del 2019.
 
"L'Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull'attività economica, in particolare sui servizi. E' improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022": lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche che vedono per il Pil italiano una contrazione più moderata per il 2020 (-9,9%) ma anche una crescita più lenta nel 2021 (4,1%) rispetto alle previsioni di luglio (-11,2% e 6,1%). 
 
In Italia "la copertura estesa degli schemi di integrazione salariale (Cassa integrazione guadagni) e il divieto di licenziamenti fino all'anno prossimo è probabile che preverranno l'ampia perdita di occupazione nel 2020. I lavoratori temporanei hanno sostenuto il peso maggiore dell'aggiustamento del mercato del lavoro finora, ma è improbabile che quelli permanenti restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno", scrive ancora  la Commissione Ue. Il tasso di disoccupazione salirà quindi all'11,6% l'anno prossimo, "con la maggioranza dei posti persi nel settore servizi". 
 
"Dopo un forte aumento nel 2020, deficit e debito rallenteranno nel 2021 e 2022", scrive la Commissione nelle previsioni economiche che vedono il deficit italiano salire al 10,8% nel 2020 e scendere al 7,8% nel 2021. Per la Ue la risposta alla crisi, con supporto di imprese e lavoratori, ha avuto un impatto del 5,5% sul fronte della spesa. Il debito invece salirà "nettamente" dal 134,7% del 2019 al 159,6% in 2020 "prima di scendere lentamente verso il 159% nel 2022 grazie alla crescita del Pil". Bruxelles aggiunge anche che "le misure di liquidità alle imprese, comprese le garanzie statali, implicano alcuni rischi sulle proiezioni del debito".
 
L’unica a fare peggio del Belpaese è la Spagna, che segna un netto -12,4% nel 2020 seguito da una ripresa del 5,4% nel 2021 e del 4,8% nel 2022. I numeri della ripresa spagnola sono però più solidi di quelli previsti per l’Italia. L’economia tricolore si dovrebbe riprendere del 4,1% nel 2021 e del 2,8% nel 2022; non abbastanza per tornare al livello di ricchezza pre-crisi. Tra le grandi economie dell’eurozona dei registra la performance tedesca: -5,6% nel 2020 seguito da una ripresa del 3,5% nel 2021 e del 2,6% nel 2022. In altre parole, Berlino oggi soffre, ma nei prossimi due anni può contare su un probabile ritorno ai livelli di crescita pre-crisi. Fuori dalla moneta unica va ancora meglio in Polonia, con una recessione modesta del -3,6% nell’anno in corso, seguita da una crescita del 3,3% e 3,5% negli anni successivi.