02/11/2020 - Aiuti di stato: Germania al primo posto in Ue con il 52% dei sostegni utilizzati.

In media spesi in tutta l'Ue solo il 12% dei 3000 miliardi di aiuti promessi alle imprese. Italia al 3° posto.
 
Degli di aiuti di Stato varati dai diveri Paesi Ue, più della metà sono stati emessi da un solo governo, quello tedesco della cancelliera Angela Merkel. Francia e Italia seguono a debita distanza, più o meno con una quota del 15% a testa. Al 4° posto la Spagna. E' quanto mettono in evidenza i dati diffusi oggi dalla Commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager.
 
Nel dettaglio circa il 15% del totale riguarderebbe Italia e Francia e solo il 5% la Spagna. Inoltre, evidenzia Vestager, sulla base dei dati arrivati da 24 stati su 27 soltanto 346 miliardi sarebbero stati effettivamente spesi. Vestager ha spiegato che ci sono varie ragioni del grande scarto tra gli aiuti decisi e l'uso delle risorse pubbliche. Tra queste il fatto che le imprese potrebbero aver richiesto meno aiuti del previsto o il tasso di utilizzo e l'attuazione dei regimi di intervento potrebbero essere stati più lenti. Le imprese potrebbero aver fatto affidamento più su misure generali, come i regimi riduzione dell'orario di lavoro che si applicano a tutta l'economia e non costituiscono aiuti di stato.
 
Tuttavia, la Commissione ha chiesto ai Paesi quanto denaro avessero erogato di tale importo fino a giugno. Qui si scopre che a fronte della potenza di fuoco potenziale, è la Francia quella che immesso più risorse nel sistema, almeno fino a giugno, con 144 miliardi di aiuti. Seguono la Germania, con 96 miliardi, la Spagna, con 69 miliardi e l'Italia, con 27,6 miliardi.
 
Francia e Spagna hanno fornito quasi esclusivamente garanzie pubbliche a condizioni favorevoli, così come Svezia, Portogallo e Romania. Germania e Italia, come Grecia, Irlanda e Polonia hanno fatto un maggiore ricorso a sovvenzioni e altri tipi di misure che non devono essere rimborsate, con effetti potenzialmente più duraturi sulla concorrenza.
 
Secondo uno studio della Cgia di Mestre, in Italia le principali misure introdotte per le imprese hanno riguardato i contributi a fondo perduto a favore dei soggetti che hanno subito riduzioni del fatturato (7,3 miliardi di euro con i provvedimenti iniziali), la cancellazione dell'Irap (saldo 2019 e prima rata acconto 2020 per un totale di quasi 4 miliardi di euro), i provvedimenti di rilancio del turismo/cultura (1 miliardo di euro); agevolazioni fiscali per sanificazioni/canoni-locazioni immobili strumentali per 1,7 miliardi di euro e altri 1,7 miliardi di euro previsti per il tax credit vacanze. A queste principali misure vanno aggiunte anche le indennità una tantum erogate ai lavoratori autonomi e le ultime risorse previste dal ''decreto Ristori''.