16/10/2020 - Clima, rinviato a dicembre l'accordo per target emissioni al 2030.

ll nuovo target viene considerato indispensabile per rispettare l'obiettivo strategico di arrivare alla neutralità in termini di emissioni entro il 2050.
 
Fumata nera al Consiglio europeo di Bruxelles.. Dall’incontro non è arrivata nessuna svolta sulla legge Ue sul clima. Bisognerà aspettare dicembre, ultima finestra utile ai capi di Stato e di governo per trovare l’accordo. Il nodo ancora da sciogliere è il taglio delle emissioni al 2030; l’obiettivo attuale, fissato nel quadro energia-clima del 2014, è al 40%.
 
La Commissione propone di portarlo al 55%, come annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione il 16 settembre. Che è riuscita a far convergere su questa soglia anche il PPE, ben poco convinto della bontà dell’operazione. Il Parlamento europeo invece ha chiesto che il taglio sia del 60%. Ma l’ultima parola spetta ai capi di Stato, e quindi al Consiglio europeo, che per il momento non hanno trovato il consenso necessario.
 
Qualche passo avanti c’è stato. Lo scoglio principale è l’opposizione di Varsavia e Praga, a cui si allineano i rimanenti del gruppo di Visegrad (Slovacchia e Ungheria). Soprattutto quella della Polonia, il 4° maggiore inquinatore tra i 27: teme che i nuovi obiettivi penalizzino le sue industrie. E per questo polacchi e cechi hanno messo sul tavolo del vertice alcune proposte di modifica. La Polonia ha chiesto a gran voce e ottenuto che sia fatta una valutazione attenta paese per paese del possibile impatto dei nuovi tagli. Su questa base verrà presa la decisione finale a dicembre.
 
Uno dei principali motivi di scontro tra eurodeputati e Consiglio sulla legge clima potrebbe riguardare la richiesta del Parlamento di considerare l’obiettivo di ridurre le emissioni come una sfida da raggiungere singolarmente da tutti gli Stati membri. Anche nelle conclusioni di oggi, gli Stati membri hanno invece insistito sul fatto che l’obiettivo di ridurre le emissioni debba essere raggiunto complessivamente da tutta l’Unione europea. In questo caso la differenza è di sostanza: non tutti gli Stati contribuirebbero allo stesso modo a ridurre le emissioni nel continente.
 
Le conclusioni adottate aprono dunque la strada ai prossimi passi negoziali. Il 23 ottobre si riunirà il Consiglio dell’Ambiente a Lussemburgo in cui i ministri discuteranno dell’intera legge clima proposta dalla Commissione europea lo scorso 4 marzo e poi emendata nel mese di settembre. Da qui partirà il trilogo con Commissione e Parlamento, per poi passare alle trattative conclusive nel mese di dicembre.