29/07/2020 - Migranti: Bruxelles in contatto con Roma per aiutare l’Italia con i ricollocamenti.

A settembre previsto il nuovo patto europeo per l’immigrazione, che riformerà anche il sistema di asilo di Dublino.
 
"Siamo al corrente delle sfide che incontra l'Italia soprattutto nell'isola di Lampedusa. Come sapete noi provvediamo ad un sostegno finanziario e operativo importante per l'Italia per gestire le migrazioni, come ad esempio il coordinamento sulle relocation. Abbiamo ricevuto richieste in tal senso dall'Italia e siamo in contatto con gli Stati membri per trovare soluzioni in merito", ha riportato un portavoce della Commissione Ue.
 
In Italia il dibattito politico è tornato a concentrarsi sul tema in seguito ad un aumento degli sbarchi registrato negli ultimi giorni, soprattutto in Sicilia. Tra il 20 e il 26 luglio sono arrivati in Italia oltre 2.000 richiedenti asilo, in particolare sull’isola di Lampedusa e tra il 26 e il 27 luglio si sono verificati episodi in cui quasi 300 migranti hanno tentato di allontanarsi dai centri di accoglienza nei quali erano ospitati a Caltanissetta e Porto Empedocle.
 
Secondo i dati forniti dal Viminale, in larga parte i richiedenti asilo arrivano dalla Tunisia e per il titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, è necessario “riattivare subito i meccanismi di rimpatrio” per chi non ha diritto a rimanere in Europa “verso il Paese perché per noi la Tunisia è un Paese sicuro”. In effetti la Tunisia figura tra i 13 Paesi “sicuri” indicati in un decreto interministeriale per i rimpatri sicuri firmato a ottobre 2019 da Di Maio insieme ai ministri della Giustizia, Alfonso Bonafede, e dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, per accelerare le procedure per stabilire se chi arriva in Italia può a ragione restarci oppure no. Secondo il decreto i tempi si riducono da oltre due anni a soli quattro mesi per Algeria, Marocco, Tunisia, Albania, Bosnia Erzegovina, Capo Verde Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senegal, Serbia, Ucraina.
 
Il governo italiano cerca di intervenire per ridurre i tempi dei rimpatri e secondo la Corte dei Conti europea sono poco meno del 40 per cento i migranti irregolari a cui è stato ordinato di lasciare l’UE che effettivamente ritorna nel proprio Paese di origine o si sposta in un Paese terzo. La cooperazione con i Paesi terzi prioritari per i rimpatri è fondamentale nel meccanismo di gestione dei flussi migratori ma secondo i revisori di Lussemburgo uno dei motivi principali dei bassi rendimenti registrati in questo senso è proprio la difficoltà di cooperare con i Paesi di origine dei migranti.
 
La Commissione Ue sta per l'appunto cercando di coordinare ad un meccanismo più efficiente dei ricollocamenti negli Stati membri d’Europa. Il meccanismo, afferma Di Maio, si è fermato “durante la crisi pandemica, ma adesso l’Unione deve riattivare quanto stabilito a Malta a settembre scorso”. Il tema dei ricollocamenti sarà uno dei nodi principali del nuovo patto europeo per l’immigrazione e l’asilo che andrà a sostituire anche il regolamento di Dublino, che impone l’asilo al primo Paese di accoglienza. Dopo diversi rimandi “sarà presentato a settembre”, conferma il portavoce.