15/06/2020 - European solidarity tracker: gli Stati membri hanno mostrato solidarietà durante la pandemia.

Secondo il report, la Germania è stato il Paese che ha messo in campo più iniziative per aiutare altri Stati e l'Italia ha usufruito più di tutti del sostegno altrui.

 

L'ECFR ha presentato lo scorso 11 giugno l'European Solidarity Tracker, un cruscotto interattivo che raccoglie e illustra gli atti di solidarietà degli Stati membri dell'Ue sotto forma di assistenza medica, economica e della società civile durante la pandemia da Coronavirus. Il report mostra il ruolo della società civile durante la crisi e la misura in cui anche i piccoli Stati membri hanno mostrato solidarietà, hanno collaborato con i loro vicini e partner e hanno fornito aiuto in questa crisi.

Per creare questo report si sono dati dei dei punteggi prendendo in considerazione diversi criteri: solidarietà medica (che si è espressa fornendo mascherine e altro materiale sanitario, mettendo a disposizione personale medico e accettando di accogliere pazienti covidi-19 da altre nazioni), solidarietà economica (sotto forma di supporto finanziario), impegni di solidarietà presi dal governo e infine solidarietà popolare (cioè iniziative della società civile o donazioni private verso altri Paesi)“
 
Alla fine la Commissione europea ha assunto un ruolo fondamentale nel coordinare la risposta dell'Europa alla crisi. Secondo l'ECFR, i dati contraddicono l'ipotesi diffusa che il livello europeo sia in gran parte irrilevante per la gestione delle crisi e che la solidarietà europea non sia stata attivamente perseguita durante la pandemia. Il responsabile dei dati Rafael Loss, ha dichiarato al Brussels Times che il Solidarity Tracker include oltre 500 punti dati sui 27 Stati membri dell'Ue, nonché sulle istituzioni e sulla società civile europea. Il numero di azioni di solidarietà registrate varia in base al paese, e vede in testa la Germania (49 azioni), seguita dalla Francia (25) e dall'Ungheria (21). I più aiutati siamo stati noi italiani, con un punteggio di 45, più del doppio dei francesi e il triplo degli spagnoli.
 
Poiché i dati non sono definitivi, il Solidarity Tracker può solo indicare come gli europei hanno risposto alla crisi del Coronavirus. Pertanto, il Tracker non consente ai paesi di essere classificati l'uno contro l'altro o contro le istituzioni dell'Ue, né in base al numero di azioni né in base al loro valore finanziario.