17/04/2024 - Eurobarometro: il 71% degli europei "probabilmente" voteranno alle elezioni di giugno.

Il sondaggio è stato sottoposto a 26.000 cittadini dei 27 Stati membri. L'Italia in linea con la media europea: il 70% si dichiara propenso a recarsi alle urne.
 
Gli ultimi dati di Eurobarometro, pubblicati mercoledì 17 aprile, rivelano un crescente interesse per le prossime elezioni europee, una visione più positiva del Parlamento europeo rispetto al passato e un’opinione favorevole sul rafforzamento della politica di difesa dell’Ue. Il sondaggio riporta che circa il 71% degli europei afferma che probabilmente andrà a votare alle elezioni europee che si svolgeranno tra il 6 e il 9 giugno, un dato in salita di 10 punti percentuali rispetto a marzo 2019 (In linea il dato italiano con il 70%). Nell’ambito di questa nuova rilevazione, tra febbraio e marzo sono state intervistate oltre 26.000 persone.   
 
I risultati dell’indagine di primavera rivelano anche una maggiore propensione al voto, si legge nella relazione finale. Il 60% degli intervistati si dichiara interessato alle prossime elezioni - con un aumento di 11 punti percentuali rispetto allo stesso periodo di 5 anni fa, a pochi mesi dal voto del 2019. Lo studio ha rilevato che questo crescente interesse generale per l’Europa è strettamente legato alle tensioni geopolitiche generali.
"Il 2024 è un anno elettorale importante, con elezioni che si svolgeranno in Europa ma anche negli Stati Uniti, in India, nel Regno Unito e in molti altri Paesi. L'esito di queste elezioni sarà con ogni probabilità cruciale per il futuro della democrazia nel mondo: invito i nostri cittadini a votare alle prossime elezioni europee, a partecipare a questo anno storico e a rafforzare la democrazia europea", ha commentato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, dopo la pubblicazione dei sondaggi.
 
Il sondaggio a livello europeo ha anche chiesto ai partecipanti di indicare i 4 temi a cui vorrebbero fosse data priorità durante la campagna elettorale in corso.
La lotta alla povertà e all'esclusione sociale (33%), la salute pubblica (32%), il sostegno all'economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro (31%) e la difesa e la sicurezza dell'Ue (31%) si sono piazzati ai primi posti, mettendo in luce le scosse provocate dalle grandi crisi degli ultimi anni: la pandemia da Covid-19, l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e l'inflazione record.
Altri temi di spicco sono l'azione contro il cambiamento climatico (27%), il futuro dell'Europa (26%), la migrazione e l'asilo (24%), la democrazia e lo stato di diritto (23%) e la politica agricola comune (23%): tutti temi che sono stati discussi a lungo dai legislatori. Se si guarda al dato italiano, si vorrebbe che la creazione di più posti di lavoro (41%) e la difesa della salute pubblica (38%) fossero i temi dominanti della campagna elettorale delle europee. 
 
E' la prima volta che la difesa e la sicurezza dell’Ue entrano nella top 3 delle principali preoccupazioni degli europei. “La difesa e la sicurezza, le questioni energetiche e la sicurezza alimentare e l’agricoltura sono considerate aree chiave per rafforzare il ruolo dell’Ue nel mondo, un ruolo che è percepito più forte rispetto a 5 anni fa da una quota significativa di intervistati”, mostrano i risultati - influenzati dall’invasione in corso della Russia in Ucraina e dalle proteste degli agricoltori che hanno scosso gli Stati membri dell’Ue all’inizio dell’anno.