18/01/2023 - Presentato il Piano industriale per il Green Deal al World Economic Forum di Davos.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen mette in campo un piano in 4 punti per costruire un'industria europea a prova di dipendenza.
 
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha preso parte alla 53a edizione del World Economic Forum, in corso questa settimana a Davos, in Svizzera. Nel suo intervento ha presentato il nuovo Piano industriale per il Green Deal, che coprirà 4 pilastri chiave: il contesto normativo, il finanziamento, le competenze e il commercio. Si tratta del “nostro piano per rendere l’Europa la patria della tecnologia pulita e dell’innovazione industriale sulla strada dell’azzeramento delle emissioni”, hamotivato Von der Leyen. 
 
Nel medio termine sarà predisposto un Fondo sovrano europeo nel bilancio del 2023, mentre sul piano normativo la Commissione proporrà un nuovo "NetZero Industry Act" sulla falsariga del Chips Act. “Ciò fornirà una soluzione strutturale per aumentare le risorse disponibili per la ricerca a monte, l’innovazione e i progetti industriali strategici fondamentali per raggiungere lo zero netto”, ha spiegato. Pochi ancora i dettagli, la leader tedesca ha solo precisato che l’obiettivo della Legge per l’industria a emissioni zero sarà di individuare obiettivi chiari per la tecnologia pulita europea entro il 2030 e concentrare gli investimenti su progetti strategici lungo l’intera filiera. “Vedremo in particolare come semplificare e velocizzare le autorizzazioni per i nuovi siti di produzione clean-tech”, ha dichiarato dal palco di Davos. 
 
Il secondo pilastro menzionato da von der Leyen è quello finanziario e, come già anticipato nelle scorse settimane, da un lato la Commissione proporrà già questo mese un adeguamento delle norme Ue sugli aiuti di stato per renderli più semplici e veloci; dall’altro, l’unica soluzione per evitare la frammentazione del mercato unico (dal momento che non tutti gli Stati membri hanno lo spazio fiscale per gli aiuti pubblici) è quella di aumentare i finanziamenti Ue. “Per il medio termine prepareremo un Fondo sovrano europeo”, sfruttando la revisione del bilancio comunitario che ci sarà a giugno”, ha confermato la presidente.
 
Terzo e quarto pilastro riguardano, rispettivamente, lo sviluppo delle competenze necessarie per realizzare la transizione e facilitare il commercio aperto ed equo. Su quest’ultimo punto, von der Leyen si scaglia in particolare contro la Cina che “sovvenziona pesantemente la sua industria e limita l’accesso al suo mercato per le aziende dell’UE”. Dove il commercio non è equo, ha chiosato von der Leyen, la risposta dell’Ue sarà dura.
 
L’Agenzia internazionale per l’energia stima che il mercato della tecnologia energetica pulita prodotta in serie varrà circa 650 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, più del triplo dei livelli odierni. “Per superare la concorrenza dobbiamo continuare a investire per rafforzare la nostra base industriale e rendere l’Europa più favorevole agli investimenti e all’innovazione”.Secondo von der Leyen, la concorrenza e il commercio sono la chiave per accelerare la tecnologia pulita e la neutralità climatica. “Abbiamo una piccola finestra per investire in tecnologia pulita e innovazione per ottenere la leadership prima che l’economia dei combustibili fossili diventi obsoleta”.