08/01/2021 - Recovery fund, Commissione Ue soddisfatta riguardo l'ultima bozza inviata dall'Italia.

Luce verde da Von der Leyen per la seconda versione del Recovery plan nazionale. Disposti 222 miliardi con quota dei fondi di coesione.
 
"Il negoziato in corso"  sul Recovery fund "con l'Italia è molto buono, e come con tutti gli altri governi ci sono buoni progressi". "Indipendentemente dalle diverse situazioni politiche, abbiamo condizioni chiare secondo le quali" il fondo di rilancio "è accessibile, vale a dire: investimenti e riforme, Green deal e la transizione digitale. Questo è quello che conta per noi". Così von der Leyen a una domanda se l'Italia rischia di perdere i fondi in caso di una crisi di governo.
 
Con la seconda versione del Recovery plan nazionale è arrivato anche l'ok della Von der Leyen. La trattativa con Renzi in pieno svolgimento, potrebbe prendere la piega giusta anche per le diverse aperture su molti capitoli che in sono a vaglio delle forze politiche e che nel pomeriggio di venerdì si riuniranno con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola.
 
La nuova versione del piano nazionale presenta una dotazione di 222 miliardi di euro, lievitata grazie a una parte dei Fondi sviluppo e coesione e che faranno crescere gli investimenti a favore del sud del 50%. Una correzione che consente di ridurre fortemente i sussidi, favorendo la dotazione in direzione della crescita e della leva che l’intervento pubblico aziona a favore degli investimenti privati. Nella rimodulazione è previsto un aumento della quota per nuovi progetti portata a 142 miliardi.
 
Raddoppiano i fondi della sanità, che sfiorano la cifra di 20 miliardi divisi tra medicina territoriale, telemedicina digitale e l’edilizia. Fra i capitoli che maggiormente beneficiano del nuovo piano ci sono le infrastrutture che da 27,8 miliardi crescono fino a 32 miliardi, potenziando alta velocità e ferrovie metropolitane.  Ricalibrate anche le risorse destinate alle riforme, per le politiche attive, del lavoro (12,6 miliardi da impiegare anche per la fiscalità di favore al sud), per la giustizia (2,5 mld) e per la P.A. che oltre al rinnovo generazionale beneficerà delle risorse per la digitalizzazione e della banda ultra larga.
 
Cresce anche la dotazione a favore dell’istruzione e della ricerca, (quasi 27 mld) e per il turismo (8 mld) con un’attenzione ai comuni e siti turistici minori. Riduzione della capacità finanziaria per i fondi destinati al digitale e innovazione e a favore della rivoluzione verde e transizione ecologica, due cardini principali del Next generation EU, che però sono distribuiti trasversalmente su quasi tutti gli interventi e a conti fatti dovrebbero rientrare nei target dell’Ue. I tagli riguardano soprattutto i sussidi che scendono al 21% rispetto alla dotazione complessiva e tra questi spicca il super bonus edilizio che sarà limitato al 2022 con l’eccezione degli interventi antisismici.