20/11/2020 - Sondaggio Europarlamento: 4 italiani su 5 a favore di un'Ue con più poteri per fronteggiare il Covid.

Maggioranza favorevole anche ad assegnare maggiore capacità finanziaria a Bruxelles. Ok al legame fondi Ue a Stato di diritto.
 
Secondo un sondaggio commissionato dal Parlamento Ue, svolto durante la seconda ondata di coronavirus, il 78% degli italiani vorrebbe che l'Ue avesse più competenze all’Ue per affrontare le crisi e superare l’impatto della pandemia. La media europea si ferma al 66%. 
 
Proprio la crisi sanitaria ha messo in luce i limiti di un’Unione priva di molte competenze in materia di sanità che in questo caso avrebbero reso più facile una risposta europea più coordinata. Cresce in Europa il senso di “incertezza” determinato dalla crisi, che rimane il sentimento più menzionato dal 50% di intervistati, seguito dalla “speranza” (37%). ll sentimento nei confronti dell’Ue è migliorato rispetto al primo sondaggio di aprile/maggio 2020. La percentuale di intervistati che ha un’idea positiva dell’Ue è aumentata costantemente, dal 32% di aprile al 41% di oggi. La maggioranza degli intervistati rimane comunque insoddisfatta per via della mancanza di solidarietà tra gli stati membri. Poco meno della metà degli intervistati (49%) dice di essere invece soddisfatto delle misure intraprese dai propri governi.
 
Per tanti europei (54%) la salute pubblica dovrà slittare in cima alle priorità dell’Unione per i prossimi 7 anni, diventando massima priorità di spesa per 18 Paesi. Seguono le priorità della ripresa economica e nuove opportunità per le imprese (42%), passando per la lotta ai cambiamenti climatici (37%) e dall’occupazione.
La maggioranza degli europei intervistati (54%) pensa che l’Ue dovrebbe avere strumenti finanziari più forti per fronteggiare le conseguenze della crisi e l‘Italia è ancora una volta oltre la media europea con il 64% degli intervistati che chiede una maggiore capacità finanziaria.
 
L’ultimo sondaggio ha confermato inoltre che la maggioranza degli europei (il 77%) è favorevole alla condizionalità tra i fondi dell’Ue e il rispetto dello stato di diritto e dei principi democratici da parte degli Stati membri, tema particolarmente attuale nel quadro dei negoziati sul pacchetto anti-crisi approvato a luglio dal Consiglio europeo. L’Italia è oltre la media europea con l’81%, mentre sono sorprendentemente in basso nella classifica Repubblica Ceca (59%), Belgio, Danimarca e Lituania (70%). 
 
In tutta Europa, il 39% degli intervistati dice che la pandemia ha già avuto un impatto sul reddito personale. Un ulteriore 27% dice che si aspetta un impatto simile nel futuro. I giovani e le famiglie con figli sembrano essere i più colpiti dalla crisi: il 64% dei cittadini tra i 16 e i 34 anni ha subito qualche forma di difficoltà finanziaria, e il 27% degli intervistati con figli hanno attinto ai risparmi personali prima del previsto. In cinque Stati membri - Cipro, Grecia, Spagna, Romania e Bulgaria - più della metà degli intervistati dice che la pandemia ha già colpito il reddito personale. In Italia afferma di trovarsi in tale condizione di sofferenza il 46% degli intervistati.