06/11/2020 - Recovery fund, accordo tra Parlamento e Consiglio Ue per vincolo su stato di diritto.

Intesa preliminare importante per sbloccare i negoziati sul pacchetto di Bilancio Ue a lungo termine (2021-2027) e fondo di ripresa.
 
Il Parlamento europeo e la presidenza tedesca del Consiglio dell'Ue hanno raggiunto un accordo preliminare sul meccanismo dello stato di diritto legato al pacchetto economico che comprende il bilancio europeo 2021-2027 ed il Recovery fund. 
 
Gli eurodeputati sono riusciti a garantire che la nuova legge non si applichi solo quando i fondi dell'Unione sono direttamente utilizzati in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode. Si applicherà anche agli aspetti sistemici legati ai valori fondamentali dell'Unione europea che tutti gli Stati membri devono rispettare, come la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze. Lo riferisce una nota dell'Europarlamento.
 
I negoziatori del Parlamento Ue - precisa la nota - hanno inoltre insistito sul fatto che la frode e l'evasione fiscale dovrebbero rientrare nel meccanismo, includendo sia i casi individuali che le situazioni generalizzate e ricorrenti. Inoltre sono riusciti a ottenere un articolo specifico che chiarisce la possibile portata delle violazioni elencando esempi di casi, come minacce all'indipendenza della magistratura, mancata correzione di decisioni arbitrarie o illegali e limitazione dei rimedi giuridici. Gli eurodeputati sono riusciti a mantenere un importante aspetto preventivo per il meccanismo: quest'ultimo non solo può essere attivato se una violazione colpisce direttamente il bilancio, ma anche quando c'è un serio rischio che lo faccia.
 
In questo modo il meccanismo potrà prevenire situazioni in cui i fondi dell'Ue potrebbero finanziare azioni in conflitto con i valori dell'Unione stessa. Inoltre per garantire che i beneficiari finali che dipendono dagli aiuti dell'Ue non siano penalizzati a causa delle azioni dei loro governi, gli eurodeputati hanno insistito sulla possibilità di presentare un reclamo alla Commissione attraverso una piattaforma web, che li aiuterà a garantire che ricevano gli importi dovuti. La Commissione potrà inoltre effettuare una correzione finanziaria riducendo la prossima rata di aiuti Ue al paese interessato.
 
Gli eurodeputati sono riusciti a ridurre il tempo a disposizione delle istituzioni dell'Ue per adottare misure contro uno Stato membro, se vengono individuati rischi di violazione dello Stato di diritto, a un massimo di 7-9 mesi (invece di 12-13 mesi come originariamente richiesto dal Consiglio), precisa la nota dell'Eurocamera. La Commissione, dopo aver accertato l'esistenza di una violazione, proporrà di attivare il meccanismo di condizionalità contro un governo dell'Ue. Il Consiglio avrà quindi un mese di tempo per adottare le misure proposte (o tre mesi in casi eccezionali) a maggioranza qualificata. La Commissione si avvarrà del suo diritto di convocare il Consiglio per garantire il rispetto della scadenza. Il compromesso concordato oggi deve ora essere formalmente adottato dal Parlamento e dai ministri dell'Ue.
 
Il nuovo meccanismo si potrà avviare con l’approvazione a maggioranza qualificata degli Stati membri, quindi in maniera più difficile di quanto richiesto dalla Commissione europea e dal Parlamento. Inoltre, si è trovato un compromesso sui tempi per decidere di tagliare i fondi, con il Consiglio che dovrebbe adottare una decisione entro 1 mese dal ricevimento di una proposta della Commissione, con possibile proroga di 2 mesi.