10/07/2020 - Commissione e Parlamento Ue propongono condizionalità sui fondi europei su chi viola lo Stato di diritto.

Se ne parlerà al prossimo vertice del 17-18 luglio. Ungheria e Polonia contrarie.
 
La Commissione europea sta elabronado una proposta per bloccare gli aiuti comunitari contro la crisi del Coronavirus per i Paesi che non rispettano lo Stato di diritto. Un provvedimento, quello inserito nella proposta sul Recovery fund, che colpirebbe principalmente Polonia e Ungheria, contro cui Bruxelles ha già aperto una battaglia giuridica per la violazione dei principi fondamentali dell'Unione, come la libertà di stampa e l'indipendenza dei giudici.
 
Secondo la proposta della Commissione (risalente al maggio 2018) per carenze sullo stato di diritto s’intende un pericolo “dell’indipendenza della magistratura, la mancata prevenzione, la correzione e la sanzione di decisioni arbitrarie o illecite da parte delle autorità pubbliche e la limitazione della disponibilità e dell’efficacia dei rimedi giuridici”.
 
Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, ha presentato una revisione del Recovery fund in cui, tra le altre cose, viene inserita una clausola che renderebbe più difficile per la Commissione bloccare i fondi per Polonia e Ungheria: nel suo testo, che mira a trovare una strada comune tra le diverse posizioni degli Stati membri, Michel prevede sempre un meccanismo di sanzioni in caso di violazioni, ma perché queste scattino occorre il preliminare via libera di una maggioranza qualificata di Paesi Ue. La differenza con la proposta della Commissione è minima, ma fondamentale.