23/06/2020 - Innovazione: crescita del 9% in Europa, Italia resta sotto media Ue.

Per il 2° anno di fila l’Unione europea supera gli Stati Uniti nel campo dell’innovazione globale. Italia solo 18esima.
 
Pubblicato stamattina dalla Commissione europea, il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2020, è uno studio approfondito della capacità di innovare dei Paesi membri dell’Unione europea (Ue) e dell’Europa unita stessa. In media, nel 2019, i livelli dell’innovazione nei Paesi Ue sono aumentati del +8,9% rispetto al 2012, con un miglioramento delle prestazioni in diversi settori chiave in 24 Paesi Ue, soprattutto in Lituania, Malta, Lettonia, Portogallo e Grecia.
 
L'Italia si conferma un "innovatore moderato" in Ue e, ferma al 19° posto, registra prestazioni lontane dalla media europea soprattutto nel capitale umano, nei finanziamenti alle Pmi e nella collaborazione internazionale. L'Ue conferma il sorpasso dello scorso anno sugli Stati Uniti, con Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia "leader dell'innovazione" con prestazioni ben superiori alla media Ue (fissata a un punteggio di 90). Seguono gli "innovatori forti", tra cui Germania e Francia. L'Italia è, insieme ad altri 12 Paesi, un "innovatore moderato", mentre chiudono la classifica Bulgaria e Romania.
 
Nel 2019 l'Italia ha fatto registrare un punteggio di 82,8, in costante aumento negli ultimi 9 anni, scrive Bruxelles. A fare da traino sono soprattutto le Pmi innovative, i settori intellettuali (brevetti) e la ricerca. I punti deboli sono invece rappresentati da capitale umano e istruzione terziaria, investimenti in venture capital, collaborazione internazionale e penetrazione della banda larga. 
 
Il punteggio migliore lo otteniamo tra le piccole e medie imprese che innovano, sia a livello strutturale, sia di processo e prodotto. Male invece in termini di istruzione media della popolazione, di collaborazione tra imprese a livello internazionale, nella capacità di finanziare l’innovazione e in termini di banda larga e ultralarga.