12/06/2020 - Digitale: Italia quart'ultima in Ue, bene preparazione 5G.

La Commissione europea ha presentato il rapporto annuale DESI. La Penisola avanti praticamente solo per la preparazione della nuova generazione di connessione.
 
L'Italia perde terreno nella digitalizzazione e resta in coda in Europa: secondo l'indice della Commissione europea che misura il percorso dei Paesi verso un'economia e una società digitalizzate (Desi), il nostro Paese si piazza al 25° posto, arretrando di una posizione rispetto allo scorso anno. Peggio fanno solo Romania, Grecia e Bulgaria.
 
Tuttavia i dati indicano che l'Italia è "in buona posizione" nella preparazione al 5G, arrivata al 60% contro il 21% Ue, ma frena (scendendo dal 12° al 17° posto) sulla connettività nel suo complesso, facendo registrare un ritmo di crescita più lento rispetto agli altri Stati membri. A dominare sono ancora le tecnologie Dsl all'86,1% contro la media Ue del 57,8%, ma la copertura della fibra ottica (Fiber To The Home - Ftth) in Italia è aumentata dal 24% del 2018 al 30% nel 2019, riducendo il divario dalla media europea (34%). Negli ultimi tre anni a crescere sono state sia la copertura che la penetrazione, in parallelo all'aumento della concorrenza infrastrutturale. Tuttavia, osserva Bruxelles, la quota di mercato al 6% è ancora molto inferiore rispetto alla media Ue del 19,3%.
 
La copertura delle reti d’accesso di prossima generazione ha continuato ad aumentare, ma solo di un punto percentuale, raggiungendo l’89% delle famiglie e superando così di 3 punti percentuali la media Ue (86%). L’Italia ha accelerato il ritmo di diffusione della Fibra ma resta ancora indietro (con solo il 30%) rispetto alla media Ue del 44% (che tuttavia comprende anche il passaggio delle reti via cavo. Anche per quanto riguarda i prezzi, l’Italia si posiziona al di sopra della media Ue per tutti i panieri dei prezzi considerati (fisso, mobile, convergente). Il punteggio dell’Italia nell’indice dei prezzi della banda larga è pari a 73 rispetto a una media Ue di 64.
 
Le carenze più "significative" nello sviluppo del digitale in Italia riguardano però soprattutto le "competenze digitali di base e avanzate" in cui l'Italia è maglia nera in Europa. Soltanto il 42% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base (58% in Ue) e solo il 22% dispone di abilità avanzate (33% in Ue). Gli specialisti italiani nelle Tlc, sebbene siano aumentati nell'ultimo anno dal 2,6% al 2,8%, sono ancora lontani dalla media Ue (3,9%).
 
Le attività online più diffuse rimangono l’ascolto di musica, la visione di video o giochi, seguite dalle videochiamate, dalla lettura di notizie e dall’uso dei social network. Seguire un corso online e vendere online sono le attività meno diffuse. Gli indicatori sono rimasti complessivamente stabili nell’ultimo anno e nessuna delle attività online monitorate ha ottenuto un punteggio superiore alla media Ue, ad eccezione delle videochiamate, utilizzate dal 65% degli utenti di Internet (cifra superiore alla media Ue del 60%).