16/01/2019 - Brexit, May incassa il "no" dei parlamentari.

Ue: "l'accordo non si rinegozia", ma sale rischio "no deal".
 
Non sarà l'accordo faticosamente raggiunto, lo scorso novembre, con l'Ue a determinare il divorzio dall'Europa politica e finanziaria. La Camera dei Comuni ha bocciato l'ipotesi con 432 no (sono stati 118 i deputati Tories) contro 202 sì. La ratifica negata con uno scarto di 239 voti, un bilancio molto pesante per un governo già da tempo in difficoltà su questa vicenda. La più grande sconfitta di un governo nella storia della Gran Bretagna.
 
Ora c’è la più grande incertezza sul quel che potrà accadere, in Parlamento non c’è nessuna maggioranza per nessuna opzione. May ha riconosciuto che "è chiaro che i parlamentari non sostengono questo accordo". Il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al governo Tory e sarà discussa domani.La May ha poi chiesto ai Comuni di respingere la mozione di sfiducia presentata contro il governo dall'opposizione, additando le elezioni anticipate dopo la bocciatura del suo accordo sulla Brexit come "la peggiore strada possibile". 
 
"Con rammarico prendo nota del risultato del voto" ma "da parte Ue il processo di ratifica dell'accordo di recesso prosegue". Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. "Il rischio di un'uscita disordinata è aumentata con il voto di stasera. Mentre non vogliamo che accada, la Commissione proseguirà il suo lavoro per assicurare che l'Ue sia pienamente preparata. Chiedo al Regno Unito di chiarire le sue intenzioni il prima possibile", conclude.
 
"A 10 settimane" dal 29 marzo, "non è mai stato così elevato il rischio del no deal", ha avvertito il capo negoziatore Ue Michel Barnier nel dibattito in aula a Strasburgo dopo il voto di ieri nella Camera dei Comuni. "Adesso nessuno scenario può essere escluso, in particolare quello che abbiamo sempre voluto evitare: l'uscita" del Regno Unito "senza accordo". "La nostra determinazione è evitare uno scenario di questo tipo, ma abbiamo anche la responsabilità di essere lucidi", ha proseguito Barnier. Le prossime tappe dovranno ora essere chiaramente indicate dal governo britannico", ha concluo Barnier.
 
"L'accordo sulla Brexit non può essere rinegoziato. Ora sta al Regno Unito dire cosa vuole fare. Aspettiamo di sapere da loro quali sono i prossimi passi". Lo ha detto Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea.  Ma se Schinas avverte che i 27 non sono disposti a rinegoziare l'intesa, lascia però intendere che c'è qualche margine per ritoccare la dichiarazione politica congiunta sulla partnership futura, sempre che Londra modifichi i suoi paletti.
 
Ad oggi, un rinvio della Brexit, prevista per il 29 marzo, "non avrebbe senso" visto che questa opzione non gode della maggioranza al parlamento britannico. Lo ha affermato il ministro degli Affari esteri tedesco, Heiko Maas. Un eventuale rinvio "ha senso solo se esiste anche un mezzo per raggiungere un accordo tra l'Ue e la Gran Bretagna e al momento non è un'opinione maggioritaria al Parlamento britannico", ha affermato il capo della diplomazia tedesca, intervistato da Deutschland Funk.