14/12/2018 - Il Parlamento Ue vuole tassare di più i grandi del Web ed i loro servizi digitali.

L’Aula approva la proposta di riforma ( 451 voti a favore, 69 contrari ) che ha diviso gli Stati membri.
 
L'Europarlamento vuole potenziare la pressione fiscale per le imprese digitali nell'Ue, includendo anche le piattaforme come Netflix. È quanto chiede una risoluzione approvata ieri alla plenaria di Strasburgo, con 451 voti a favore, 69 contrari e 64 astenuti. Il Pe vuole che all'elenco dei servizi digitali che possono essere tassati sia aggiunto anche quello della fornitura di contenuti digitali "come video, audio, giochi o testi che utilizzano un'interfaccia digitale".
 
L’Aula ha chiesto di andare uno step avanti rispetto alla proposta della Commissione europea, che a marzo aveva chiesto di imporre una tassa comunitaria del 3% a tutte le imprese on-line operanti nel territorio dell’Ue. Il Parlamento ora vuole abbassare da 50 milioni di euro a 40 milioni di euro il fatturato annuo oltre il quale far scattare il balzo, che i deputati lasciano al 3% con la possibilità di portarlo al 5% dopo 2 anni dall’entranta in vigore delle nuove regole.
 
Gli europarlamentari pensano che facendo pagare più tasse a chi fa business su internet, si potrebbero generare 10 miliardi di euro l'anno da investire in politiche comuni. La risoluzione solo consultiva ora verrà trasmessa al Consiglio a cui spetta decidere all'unanimità.