09/10/2018 - Fmi taglia le stime del Pil italiano.

Il nostro Paese è fanalino di coda in Eurozona. Pesano l'aumento dello spread e del debito.
 
Secondo quanto contenuto nel World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, il Pil del italiano crescerà dell'1,2% nel 2018 e dell'1,0% nel 2019, registrando la crescita più bassa fra i paesi dell'area euro, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia. Rispetto ad aprile 2018, invece, le stime sono state riviste al ribasso di 0,3 punti percentuali per quest'anno e di 0,1 punti per il prossimo. La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al "deterioramento della domanda esterna e interna e all'incertezza sull'agenda del nuovo governo".
 
"In Italia – si legge nel rapporto - le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale". Per l'Italia "è imperativo che le politiche fiscali preservino la fiducia dei mercati", ha sottolineato il capo economista del Fondo monetario internazionale, Maurice Obstfeld, illustrando il World Economic Outlook.
 
Per il Fmi "le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito, hanno innescato un aumento dello spread", evidenziando come l'incertezza politica "potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l'attività economica in diversi paesi".
 
Il Fmi rivede al ribasso le stime di crescita dell'area euro; il Fondo prevede per quest'anno un Pil in aumento del 2,0%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di luglio (-0,4 punti su aprile). Nel 2019 il pil dell'area euro è stimato a +1,9%, invariato su luglio ma in calo dello 0,1% su aprile.
 
In discesa anche il tasso di disoccupazione: in Italia è previsto un calo dall'11,3% del 2017 al 10,8% di quest'anno, mentre per il 2019 la stima è del 10,5%. Il tasso dell'Italia è superiore alla media dell'Area euro, dove la disoccupazione è attesa all'8,3% nel 2018 e all'8,0% nel 2019, in calo rispetto al 9,1% del 2017.