09/02/2018 - L'Ue rivede al rialzo il Pil italiano (1,5%).

Bruxelles promuove il nostro Paese: 0,2% in più di crescita nel 2018 e nel 2019.
 
La ripresa in Italia si fa più robusta. Non mancano le insidie, ma le prospettive per il Paese migliorano, secondo la Commissione europea. Le previsioni economiche invernali di medio termine pubblicate dall’esecutivo comunitario promuovono il lavoro svolto dal governo. Il Pil è atteso all’1,5% per il 2018 e all’1,2% per il 2019, in aumento rispetto alle stime dello scorso novembre (rispettivamente 1,3% e 1%). Soltanto il Regno Unito, a causa delle incertezze per la Brexit, ha un tasso inferiore al nostro (1,4%).
 
"Le proiezioni – cita il documento della Commissione – si basano sull’assunto di un ‘non cambio di politica’", e dunque sull’ipotesi che l’Italia “continui ad attuare riforme già favorevoli alla crescita e persegua politiche di bilancio prudenti”. Un messaggio chiaro per chiunque è candidato a guidare il Paese a partire dal 4 marzo.
Sono essenzialmente 2 le motivazioni della frenata post-2019, secondo i tecnici Ue: "I venti favorevoli" che hanno spinto l’economia italiana si indeboliranno "con "il graduale ritiro delle politiche di stimolo" della Bce. E poi c’è "lo stato ancora fragile del settore bancario" che rende le prospettive di crescita "moderate".
 
Non si è parlato del debito italiano, dato che Bruxelles ha deciso di tornare alla situazione pre-crisi per quanto riguarda il rilascio delle previsioni. Dal 2012, ovvero dall’intensificarsi della crisi del debito, tutti i parametri vengono stimati 4 volte all’anno; d’ora in avanti le previsioni dettagliate saranno in autunno e primavera. In estate e in inverno torneranno a essere comunicati solo Pil e inflazione.
 
Debito che rimane il secondo dell’Ue e dell’Eurozona, dietro a quello greco. A novembre la Commissione individuava un’inversione di tendenza, evidenziando un percorso di riduzione a partire da quest’anno. Si dovrebbe passare, secondo le ultime stime, da un rapporto debito/Pil del 132,1% (2017) al 130,8% alla fine di quest’anno e al 130% il prossimo anno.
La Commissione ha inoltre reso noti anche i valori relativi alle stime sull’inflazione, che per l’Italia vedono il 2017 e il 2018 assestarsi attorno all’1,3%, con un possibile rialzo all’1,5% nel 2019.
 
In generale, l’Eurozona corre, trainata da Germania e Francia e dovrebbe chiudere il 2017 con un incremento del Pil del 2,4%. Per Bruxelles questi risultati "decisamente positivi" sono destinati a continuare nel 2018 e nel 2019, con una crescita rispettivamente del 2,3% e del 2%, sia nella zona euro che nell’Ue.
I rischi "al ribasso" sulla crescita dell’eurozona arriverebbero dai negoziati sulla Brexit, dalle tensioni geopolitiche e da un eventuale "slittamento verso politiche più orientate all’interno e protezionistiche".